Il progetto nasce come un cammino, prima ancora che come un edificio. Un viaggio che parte dal Friuli Venezia Giulia, attraversa il Mediterraneo e approda a Marrakech, città stratificata, densa e complessa, capace di avvolgere chi la attraversa con una forza sensoriale totale. Per due giovani architetti, alla loro prima esperienza professionale all’estero, questo incontro non è stato solo una sfida progettuale, ma un atto di ascolto profondo, un esercizio di rispetto e contaminazione.

Tutto nasce dalla cosa più semplice, dal gesto iniziale: un saluto. Sālam dice il marocchino. Mandi, risponde il friulano. Il titolo del progetto, così come il logo stesso, racchiudono in sé tutto il concept alla base del progetto. Quando due culture si incontrano, per parlarsi cercano un minimo comun denominatore. E partendo proprio dal gesto che sancisce l’inizio di ogni incontro, il saluto, abbiamo trovato una vicinanza di significato, di pensiero.

Marrakech, agli occhi di un visitatore, si svela lentamente: nei colori saturi delle mura, nei profumi delle spezie, nella luce che filtra tra i vicoli della Medina, nei silenzi improvvisi delle corti interne. È da questa immersione che prende forma Māndi, un Italian Boutique Riad nel cuore pulsante della città. Il progetto si costruisce come un dialogo continuo tra due mondi apparentemente lontani, che trovano un punto di equilibrio attraverso la sintesi. Lo sfarzo e la ricchezza cromatica della tradizione marocchina incontrano l’eleganza misurata e minimale del design italiano, dando vita a un linguaggio autentico, essenziale e profondo.

Il tema dell’arco diventa il filo conduttore dell’intero progetto, un segno ricorrente capace di guidare lo sguardo e scandire l’esperienza spaziale. L’ingresso si presenta come una soglia fortemente evocativa: tre archi concentrici accompagnano il passaggio dall’esterno all’interno, creando una progressiva perdita di riferimenti e preparando il visitatore a un mondo più intimo e raccolto. Superata la soglia, la corte centrale si rivela come il cuore dell’edificio. Qui, tre grandi arcate dominano il patio e ne definiscono la prospettiva principale. Questi elementi reinterpretano in chiave contemporanea la mosharabi tradizionale, trasformandola in un filtro architettonico che dialoga con la luce, genera ombre mutevoli e preserva la dimensione introversa tipica del riad. Al centro della corte, la presenza dell’acqua e di piante autoctone rafforza l’idea di un’oasi silenziosa, in contrasto con l’intensità della città. Il piano primo ospita, invece, le camere, concepite come spazi privati, silenziosi e accoglienti, veri rifugi dove ritrovare intimità e calma. Ogni stanza è pensata come un microcosmo protetto, in dialogo con la luce e con la materia. La terrazza si apre infine verso il cielo di Marrakech: solarium, sky bar e spazio per eventi, dove lo sguardo scorre sopra i tetti della Medina fino a perdersi in un orizzonte fatto di montagne innevate e di minareti.

  • Committente

    Privato

  • Anno

    2024 - 2025

  • Localizzazione

    Marrakech (Marocco)

  • Superficie

    494 mq

  • Fotografo

    Marco Zanta

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